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La digitalizzazione del servizio pubblico in Italia e in Europa

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Introduzione

Parte I: Lo scenario europeo

Decennio digitale europeo: obiettivi digitali per il 2030

Il dispositivo per la Ripresa e la Resilienza

Uno sguardo alla digitalizzazione del settore pubblico

Parte II: Il quadro italiano

La crescita della digitalizzazione in Italia

La digitalizzazione del settore pubblico

Le iniziative a favore della digitalizzazione del settore pubblico in Italia

Parte III: cosa occorre per raggiungere gli obiettivi?

 

Introduzione

Guardando al settore pubblico, la politica europea si sta muovendo sempre più nell’intento di trovare interessi e leggi comuni per proteggere il mercato europeo dai concorrenti di diversi paesi. Questa ricerca di un terreno comune è data dalla volontà di uniformare quanto più il territorio e offrire alle imprese e ai cittadini dei paesi membri protezione e una regolamentazione comune.

Le amministrazioni locali dovrebbero rafforzare le proprie leggi basandosi sulle direttive europee, gestendo quindi un piano di cambiamento e promozione della digitalizzazione nei loro servizi. Questo perché, in primo luogo, il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione sta diventando sempre più digitale, con quest’ultima che necessita di una crescita in termini di offerta di servizi e interazioni digitali, garantendo sicurezza e protezione dei loro dati.

In questo contesto, il servizio pubblico si colloca allo stesso modo del privato: deve evolversi per offrire i servizi digitali attesi dagli utenti. Anche se non è soggetto agli stessi vincoli di redditività del privato, il settore pubblico è sollecitato in modo analogo quando si tratta di incentivi al cambiamento. La pressione normativa e di bilancio, così come il rischio informatico, stanno diventando sempre più pressanti, spingendo le organizzazioni alla migrazione verso modelli basati sul cloud, per avere una migliore visibilità sui costi, maggiore agilità e sicurezza dei dati. In questo contesto, l'approccio del servizio pubblico integra il duplice imperativo di offrire agli utenti un servizio di qualità, migliorandone i processi e l'organizzazione.

 

Scarica il report - lo stato dell'Enterprise Architecture.png

 

Parte I: Lo scenario europeo

Cerchiamo di capire insieme il ruolo e le iniziative che l’Unione Europea ha adottato e sta adottando in questa direzione.

 

Decennio digitale europeo: obiettivi digitali per il 2030

A marzo 2021 la Commissione europea ha esposto le prospettive per la trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030, proponendo una “bussola digitale” per il decennio digitale dell'UE costituita da quattro punti cardinali: Competenze, Trasformazione digitale delle imprese, Infrastrutture digitali sicure e sostenibili e Digitalizzazione dei servizi pubblici.

Ne emerge la volontà di facilitare una collaborazione più stretta tra gli Stati membri e l'UE per riuscire a raggiungere gli obiettivi indicati nell’indice DESI, permettendo agli Stati membri di realizzare progetti multinazionali e condivisi, per crescere insieme nella forza collettiva e nella resilienza nel contesto mondiale.

In quest’ottica di collaborazione, è stata proposta una dichiarazione solenne sui diritti e i principi digitali per il “decennio digitale”, quali:

  • persone e i loro diritti al centro della trasformazione digitale
  • sostegno alla solidarietà e all'inclusione
  • garantire la libertà di scelta online
  • promozione della partecipazione allo spazio pubblico digitale
  • aumento della sicurezza, protezione e responsabilizzazione delle persone
  • promozione della sostenibilità digitale

Per tenere traccia del "Percorso per il decennio digitale" verrà istituito un meccanismo di monitoraggio e cooperazione, in grado di valutare il raggiungimento di obiettivi e i traguardi comuni per la trasformazione digitale dell'Europa. Tra le diverse misure, la più importante e significativa è sicuramente l’Indice DESI.

 

Il dispositivo per la Ripresa e la Resilienza

Il dispositivo per la Ripresa e la Resilienza fa parte di un piano ancor più grande e strutturato, il NextGenerationEU, un piano di ripresa che equivale ad un’opportunità unica per emergere più forti dalla pandemia, trasformare le economie e società e realizzare un'Europa che funzioni per tutti.

L’obiettivo di questo strumento è quello di attenuare l'impatto economico e sociale della pandemia di coronavirus e rendere le economie e le società europee più sostenibili, resilienti e preparate alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e di quella digitale. Il dispositivo aiuta l'UE a raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e la instrada verso la transizione digitale, creando nel contempo occupazione e stimolando la crescita.

Con un finanziamento di 127 miliardi di euro, l’UE intende realizzare riforme e investimenti nel settore digitale. Gli Stati membri hanno destinato in media il 26% della dotazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza alla trasformazione digitale, superando la soglia obbligatoria del 20%.

 

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Uno sguardo alla digitalizzazione del settore pubblico

In questo contesto di evoluzione in ambito digitale, un’importante riflessione deve essere dedicata al modo in cui i cittadini e le imprese interagiscono con le amministrazioni pubbliche e le istituzioni democratiche, e come queste modalità possano beneficiare di questo processo di digitalizzazione. I servizi pubblici, infatti, dovrebbero essere totalmente accessibili online e beneficiare di tool di facile utilizzo con elevati standard di sicurezza e privacy.

I servizi pubblici smart, noti anche come servizi pubblici digitali o eGovernment, si riferiscono all'utilizzo della tecnologia da parte degli enti governativi per fornire servizi ai cittadini a livello locale, regionale e nazionale. In quest’ottica, l'Unione Europea sta lavorando per aiutare le amministrazioni pubbliche ad evolvere digitalmente in modo che tutti i cittadini possano godere dei benefici dei servizi pubblici smart durante il decennio digitale.

I temi in cui convogliano i maggiori sforzi sono la riduzione delle barriere ai servizi pubblici e la loro accessibilità fuori confini. La Commissione ha già però intrapreso diverse azioni tra cui:

  • garantire che le piattaforme europee possano lavorare e interagire tra loro;
  • finanziare grandi progetti di partecipazione elettronica;
  • incoraggiare i servizi pubblici, le imprese e i cittadini a condividere soluzioni attraverso la piattaforma JoinUp;
  • standardizzare le cartelle cliniche elettroniche.

Un aspetto chiave dei servizi pubblici digitali è garantire un'identità digitale sicura. Avere un'identità digitale ci permette di dimostrare chi siamo - o quale azienda possediamo - ai servizi online.

Per concludere, i singoli governi dovrebbero cercare di costruire un sistema olistico per la gestione dei servizi pubblici digitali, garantendo la gestione dell'operabilità a tutti i livelli. Come parte della bussola digitale, i principali traguardi da raggiungere entro il 2030 sono:

  • La disponibilità online di tutti i principali servizi pubblici
  • L’accessibilità alle proprie cartelle cliniche digitali da parte di tutti i cittadini
  • 80% dei cittadini utilizzi un proprio ID digitale

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Parte II: Il quadro italiano

Dopo un’approfondita overview sullo scenario Europeo attuale e futuro, cerchiamo di capire meglio quali siano le attività in essere nel nostro paese e come si traducono nel concreto in termini di sviluppo e praticabilità.

Abbiamo anticipato quello che è il principale strumento di valutazione per il raggiungimento degli obiettivi digitali per il 2030, ovvero l’Indice DESI; vediamo nel dettaglio dove si colloca l’Italia e perché è molto importante lo sviluppo del nostro Paese per la crescita di tutta l’Unione Europea.

 

La crescita della digitalizzazione in Italia

Nell'edizione 2022 dell'indice DESI, l'Italia si colloca al 18° posto fra i 27 Stati membri dell'UE. Dal momento in cui il nostro Paese è la terza economia UE per dimensioni, i suoi progressi sono pressoché fondamentali per consentire all'intera UE di conseguire gli obiettivi del decennio digitale per il 2030.

Come anticipato, l'Italia sta guadagnando velocemente terreno, avanzando a ritmi decisamente sostenuti; questo è dovuto a diversi fattori come una maggiore attenzione politica, con l'istituzione di un ministero per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale, e all'adozione di diverse strategie volte all’agevolazione in termini di sviluppo digitale.

Nonostante questo, la strada da percorrere si presenta ancora lunga e pieni di impegni, con un Paese che vede una crescita costante e regolare ma che non ha ancora raggiunto di obiettivi preposti.

 

La digitalizzazione del settore pubblico

L'Italia si colloca, invece, al 19° posto nell'UE per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, appena al di sotto della media nazionale. Dagli indicatori possiamo notare come il nostro Paese stia colmando il gap rispetto all'Unione europea in fatto di competenze digitali di base (nonostante oltre la metà dei cittadini italiani non disponga ancora di queste capacità), mentre rimane bassa la percentuale degli specialisti digitali, con l'obiettivo ben dichiarato da parte dell’UE di un incremento in termini di competenze digitali di base e specialisti TIC. Per quanto riguarda la connettività si sono registrati progressi in termini di diffusione dei servizi a banda larga e di realizzazione della rete.

L'utilizzo di servizi cloud registra un’importante crescita mentre la diffusione di altre tecnologie cruciali come i big data e IA è ancora limitata. Quello che si evince è anche un costante progresso nell'offerta di servizi pubblici digitali, nonostante sia ancora lontano l'obiettivo del decennio digitale relativo alla disponibilità online del 100% dei servizi pubblici principali per le imprese e i cittadini dell'Unione, e di rendere pienamente operativi i fascicoli sanitari elettronici.

Per riassumere, in relazione alle decisioni del Consiglio sul piano di ripresa e resilienza dell'Italia, tra gli investimenti e le riforme da realizzare nel 2022 si evidenziano misure volte a:

  • promuovere la digitalizzazione delle scuole ("Scuola 4.0") e migliorare la formazione professionale (la riforma del sistema di formazione professionale terziaria "ITS")
  • potenziare il sistema dei centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, che potrebbe estendersi a settori quali la simulazione avanzata e i big data, la quantistica, l'industria 4.0 o l'intelligenza artificiale
  • accelerare la modernizzazione della pubblica amministrazione, con il completamento dell'infrastruttura cloud nazionale (Polo Strategico Nazionale) nonché della Piattaforma Digitale Nazionale Dati, e con l'attuazione di misure volte a rafforzare la sicurezza informatica, già avviate con l'istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale nel 2021.

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Le iniziative a favore della digitalizzazione del settore pubblico in Italia

Nonostante i risultati raggiunti, il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dovrebbe dare alle iniziative per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e ai suoi servizi un impulso maggiore e l’aiuto che questo necessita.

Tra i numerosi sviluppi in termini di digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, troviamo la pubblicazione della “Strategia Cloud Italia”, in cui viene applicato il principio cloud first, favorendo l’adozione da parte delle Pubblica Amministrazione di strumenti e tecnologie di tipo cloud nello sviluppo di nuovi servizi e nell’acquisizione di software.

Un’altra iniziativa da considerare è "Italia digitale 2026", che ha fissato obiettivi importanti per la modernizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi, da raggiungere con il sostegno del piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo grazie anche alla creazione di una piattaforma, "PA digitale 2026", che aiuta a coordinare l'attuazione delle misure del piano e consente alle pubbliche amministrazioni di accedere a finanziamenti e ricevere assistenza.

Nel 2021, inoltre, il governo ha pubblicato un “nuovo quadro nazionale di interoperabilità”, che, attraverso l’adozione di diverse linee guida, è in grado di agevolare la creazione di servizi pubblici digitali incentrati sull'utente, mobile-first e sicuri, basati su interfacce di programmazione delle applicazioni (API). Le linee guida semplificano le procedure tecniche e organizzative necessarie per lo scambio di informazioni del settore pubblico tra le agenzie, sostenendo così l'attuazione del principio once-only.

Grazie all’insieme dei progetti messi a disposizione, nel 2022 è stata completata l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e la diffusione dell'identità digitale ("SPID" e "CIE") e dell'app "IO" (l'applicazione mobile che dà accesso ai servizi pubblici digitali) è costantemente aumentata. Rimane, invece, ancora disomogenea l'introduzione e la diffusione dei fascicoli sanitari elettronici.

 

Parte III: cosa occorre per raggiungere gli obiettivi?

In sintesi, grazie ad una serie di iniziative europee e locali, l'Italia ha compiuto passi significativi per semplificare e incentivare l'uso dei servizi pubblici digitali, anche se i risultati non sono ancora pienamente visibili negli indicatori DESI. Grazie al sostegno del piano nazionale di ripresa e resilienza il paese sta intensificando gli sforzi per l'efficienza e la sicurezza delle infrastrutture digitali, l'interoperabilità dei dati e delle informazioni tra le amministrazioni pubbliche, l'attuazione del principio once-only e il completamento del sistema dei fascicoli sanitari elettronici.

Per superare i ritardi accumulati nel corso degli anni, diventa fondamentale l’adozione quanto più rapida di piattaforme integrate da parte della Pubblica Amministrazione, così come per i privati, che garantiscano una migliore gestione e visione della propria organizzazione. Il percorso di digitalizzazione e semplificazione dei processi nasce da esigenze lontane ma di immediata applicazione.

Il settore pubblico è al centro di questa trasformazione digitale, forte di un potenziale di crescita importante e di possibilità di sviluppo che vedono il cittadino come beneficiario principale e fruitore dei servizi messi a loro disposizione. Una visione human-centric (o meglio citizen-centric) che il sistema pubblico nazionale deve ancora raggiungere, ma che vede il momento attuale come quello più proficuo e adatto per essere implementato.

Condividere, infatti, dati, interazioni e servizi tra le diverse tipologie di servizi pubblici e tra paesi differenti, presuppone che il settore pubblico debba ripensare la propria organizzazione e quindi, di conseguenza, appropriarsi degli strumenti necessari per implementare soluzioni in grado di collegare tutti questi requisiti.

 

È arrivato il momento, è tutto pronto per affrontare la vostra strategia digitale.

 

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Parte I: Lo scenario europeo

Decennio digitale europeo: obiettivi digitali per il 2030

Il dispositivo per la Ripresa e la Resilienza

Uno sguardo alla digitalizzazione del settore pubblico

Parte II: Il quadro italiano

La crescita della digitalizzazione in Italia

La digitalizzazione del settore pubblico

Le iniziative a favore della digitalizzazione del settore pubblico in Italia

Parte III: cosa occorre per raggiungere gli obiettivi?

 

Introduzione

Guardando al settore pubblico, la politica europea si sta muovendo sempre più nell’intento di trovare interessi e leggi comuni per proteggere il mercato europeo dai concorrenti di diversi paesi. Questa ricerca di un terreno comune è data dalla volontà di uniformare quanto più il territorio e offrire alle imprese e ai cittadini dei paesi membri protezione e una regolamentazione comune.

Le amministrazioni locali dovrebbero rafforzare le proprie leggi basandosi sulle direttive europee, gestendo quindi un piano di cambiamento e promozione della digitalizzazione nei loro servizi. Questo perché, in primo luogo, il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione sta diventando sempre più digitale, con quest’ultima che necessita di una crescita in termini di offerta di servizi e interazioni digitali, garantendo sicurezza e protezione dei loro dati.

In questo contesto, il servizio pubblico si colloca allo stesso modo del privato: deve evolversi per offrire i servizi digitali attesi dagli utenti. Anche se non è soggetto agli stessi vincoli di redditività del privato, il settore pubblico è sollecitato in modo analogo quando si tratta di incentivi al cambiamento. La pressione normativa e di bilancio, così come il rischio informatico, stanno diventando sempre più pressanti, spingendo le organizzazioni alla migrazione verso modelli basati sul cloud, per avere una migliore visibilità sui costi, maggiore agilità e sicurezza dei dati. In questo contesto, l'approccio del servizio pubblico integra il duplice imperativo di offrire agli utenti un servizio di qualità, migliorandone i processi e l'organizzazione.

 

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Parte I: Lo scenario europeo

Cerchiamo di capire insieme il ruolo e le iniziative che l’Unione Europea ha adottato e sta adottando in questa direzione.

 

Decennio digitale europeo: obiettivi digitali per il 2030

A marzo 2021 la Commissione europea ha esposto le prospettive per la trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030, proponendo una “bussola digitale” per il decennio digitale dell'UE costituita da quattro punti cardinali: Competenze, Trasformazione digitale delle imprese, Infrastrutture digitali sicure e sostenibili e Digitalizzazione dei servizi pubblici.

Ne emerge la volontà di facilitare una collaborazione più stretta tra gli Stati membri e l'UE per riuscire a raggiungere gli obiettivi indicati nell’indice DESI, permettendo agli Stati membri di realizzare progetti multinazionali e condivisi, per crescere insieme nella forza collettiva e nella resilienza nel contesto mondiale.

In quest’ottica di collaborazione, è stata proposta una dichiarazione solenne sui diritti e i principi digitali per il “decennio digitale”, quali:

  • persone e i loro diritti al centro della trasformazione digitale
  • sostegno alla solidarietà e all'inclusione
  • garantire la libertà di scelta online
  • promozione della partecipazione allo spazio pubblico digitale
  • aumento della sicurezza, protezione e responsabilizzazione delle persone
  • promozione della sostenibilità digitale

Per tenere traccia del "Percorso per il decennio digitale" verrà istituito un meccanismo di monitoraggio e cooperazione, in grado di valutare il raggiungimento di obiettivi e i traguardi comuni per la trasformazione digitale dell'Europa. Tra le diverse misure, la più importante e significativa è sicuramente l’Indice DESI.

 

Il dispositivo per la Ripresa e la Resilienza

Il dispositivo per la Ripresa e la Resilienza fa parte di un piano ancor più grande e strutturato, il NextGenerationEU, un piano di ripresa che equivale ad un’opportunità unica per emergere più forti dalla pandemia, trasformare le economie e società e realizzare un'Europa che funzioni per tutti.

L’obiettivo di questo strumento è quello di attenuare l'impatto economico e sociale della pandemia di coronavirus e rendere le economie e le società europee più sostenibili, resilienti e preparate alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e di quella digitale. Il dispositivo aiuta l'UE a raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e la instrada verso la transizione digitale, creando nel contempo occupazione e stimolando la crescita.

Con un finanziamento di 127 miliardi di euro, l’UE intende realizzare riforme e investimenti nel settore digitale. Gli Stati membri hanno destinato in media il 26% della dotazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza alla trasformazione digitale, superando la soglia obbligatoria del 20%.

 

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Uno sguardo alla digitalizzazione del settore pubblico

In questo contesto di evoluzione in ambito digitale, un’importante riflessione deve essere dedicata al modo in cui i cittadini e le imprese interagiscono con le amministrazioni pubbliche e le istituzioni democratiche, e come queste modalità possano beneficiare di questo processo di digitalizzazione. I servizi pubblici, infatti, dovrebbero essere totalmente accessibili online e beneficiare di tool di facile utilizzo con elevati standard di sicurezza e privacy.

I servizi pubblici smart, noti anche come servizi pubblici digitali o eGovernment, si riferiscono all'utilizzo della tecnologia da parte degli enti governativi per fornire servizi ai cittadini a livello locale, regionale e nazionale. In quest’ottica, l'Unione Europea sta lavorando per aiutare le amministrazioni pubbliche ad evolvere digitalmente in modo che tutti i cittadini possano godere dei benefici dei servizi pubblici smart durante il decennio digitale.

I temi in cui convogliano i maggiori sforzi sono la riduzione delle barriere ai servizi pubblici e la loro accessibilità fuori confini. La Commissione ha già però intrapreso diverse azioni tra cui:

  • garantire che le piattaforme europee possano lavorare e interagire tra loro;
  • finanziare grandi progetti di partecipazione elettronica;
  • incoraggiare i servizi pubblici, le imprese e i cittadini a condividere soluzioni attraverso la piattaforma JoinUp;
  • standardizzare le cartelle cliniche elettroniche.

Un aspetto chiave dei servizi pubblici digitali è garantire un'identità digitale sicura. Avere un'identità digitale ci permette di dimostrare chi siamo - o quale azienda possediamo - ai servizi online.

Per concludere, i singoli governi dovrebbero cercare di costruire un sistema olistico per la gestione dei servizi pubblici digitali, garantendo la gestione dell'operabilità a tutti i livelli. Come parte della bussola digitale, i principali traguardi da raggiungere entro il 2030 sono:

  • La disponibilità online di tutti i principali servizi pubblici
  • L’accessibilità alle proprie cartelle cliniche digitali da parte di tutti i cittadini
  • 80% dei cittadini utilizzi un proprio ID digitale

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Parte II: Il quadro italiano

Dopo un’approfondita overview sullo scenario Europeo attuale e futuro, cerchiamo di capire meglio quali siano le attività in essere nel nostro paese e come si traducono nel concreto in termini di sviluppo e praticabilità.

Abbiamo anticipato quello che è il principale strumento di valutazione per il raggiungimento degli obiettivi digitali per il 2030, ovvero l’Indice DESI; vediamo nel dettaglio dove si colloca l’Italia e perché è molto importante lo sviluppo del nostro Paese per la crescita di tutta l’Unione Europea.

 

La crescita della digitalizzazione in Italia

Nell'edizione 2022 dell'indice DESI, l'Italia si colloca al 18° posto fra i 27 Stati membri dell'UE. Dal momento in cui il nostro Paese è la terza economia UE per dimensioni, i suoi progressi sono pressoché fondamentali per consentire all'intera UE di conseguire gli obiettivi del decennio digitale per il 2030.

Come anticipato, l'Italia sta guadagnando velocemente terreno, avanzando a ritmi decisamente sostenuti; questo è dovuto a diversi fattori come una maggiore attenzione politica, con l'istituzione di un ministero per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale, e all'adozione di diverse strategie volte all’agevolazione in termini di sviluppo digitale.

Nonostante questo, la strada da percorrere si presenta ancora lunga e pieni di impegni, con un Paese che vede una crescita costante e regolare ma che non ha ancora raggiunto di obiettivi preposti.

 

La digitalizzazione del settore pubblico

L'Italia si colloca, invece, al 19° posto nell'UE per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, appena al di sotto della media nazionale. Dagli indicatori possiamo notare come il nostro Paese stia colmando il gap rispetto all'Unione europea in fatto di competenze digitali di base (nonostante oltre la metà dei cittadini italiani non disponga ancora di queste capacità), mentre rimane bassa la percentuale degli specialisti digitali, con l'obiettivo ben dichiarato da parte dell’UE di un incremento in termini di competenze digitali di base e specialisti TIC. Per quanto riguarda la connettività si sono registrati progressi in termini di diffusione dei servizi a banda larga e di realizzazione della rete.

L'utilizzo di servizi cloud registra un’importante crescita mentre la diffusione di altre tecnologie cruciali come i big data e IA è ancora limitata. Quello che si evince è anche un costante progresso nell'offerta di servizi pubblici digitali, nonostante sia ancora lontano l'obiettivo del decennio digitale relativo alla disponibilità online del 100% dei servizi pubblici principali per le imprese e i cittadini dell'Unione, e di rendere pienamente operativi i fascicoli sanitari elettronici.

Per riassumere, in relazione alle decisioni del Consiglio sul piano di ripresa e resilienza dell'Italia, tra gli investimenti e le riforme da realizzare nel 2022 si evidenziano misure volte a:

  • promuovere la digitalizzazione delle scuole ("Scuola 4.0") e migliorare la formazione professionale (la riforma del sistema di formazione professionale terziaria "ITS")
  • potenziare il sistema dei centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, che potrebbe estendersi a settori quali la simulazione avanzata e i big data, la quantistica, l'industria 4.0 o l'intelligenza artificiale
  • accelerare la modernizzazione della pubblica amministrazione, con il completamento dell'infrastruttura cloud nazionale (Polo Strategico Nazionale) nonché della Piattaforma Digitale Nazionale Dati, e con l'attuazione di misure volte a rafforzare la sicurezza informatica, già avviate con l'istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale nel 2021.

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Le iniziative a favore della digitalizzazione del settore pubblico in Italia

Nonostante i risultati raggiunti, il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dovrebbe dare alle iniziative per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e ai suoi servizi un impulso maggiore e l’aiuto che questo necessita.

Tra i numerosi sviluppi in termini di digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, troviamo la pubblicazione della “Strategia Cloud Italia”, in cui viene applicato il principio cloud first, favorendo l’adozione da parte delle Pubblica Amministrazione di strumenti e tecnologie di tipo cloud nello sviluppo di nuovi servizi e nell’acquisizione di software.

Un’altra iniziativa da considerare è "Italia digitale 2026", che ha fissato obiettivi importanti per la modernizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi, da raggiungere con il sostegno del piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo grazie anche alla creazione di una piattaforma, "PA digitale 2026", che aiuta a coordinare l'attuazione delle misure del piano e consente alle pubbliche amministrazioni di accedere a finanziamenti e ricevere assistenza.

Nel 2021, inoltre, il governo ha pubblicato un “nuovo quadro nazionale di interoperabilità”, che, attraverso l’adozione di diverse linee guida, è in grado di agevolare la creazione di servizi pubblici digitali incentrati sull'utente, mobile-first e sicuri, basati su interfacce di programmazione delle applicazioni (API). Le linee guida semplificano le procedure tecniche e organizzative necessarie per lo scambio di informazioni del settore pubblico tra le agenzie, sostenendo così l'attuazione del principio once-only.

Grazie all’insieme dei progetti messi a disposizione, nel 2022 è stata completata l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e la diffusione dell'identità digitale ("SPID" e "CIE") e dell'app "IO" (l'applicazione mobile che dà accesso ai servizi pubblici digitali) è costantemente aumentata. Rimane, invece, ancora disomogenea l'introduzione e la diffusione dei fascicoli sanitari elettronici.

 

Parte III: cosa occorre per raggiungere gli obiettivi?

In sintesi, grazie ad una serie di iniziative europee e locali, l'Italia ha compiuto passi significativi per semplificare e incentivare l'uso dei servizi pubblici digitali, anche se i risultati non sono ancora pienamente visibili negli indicatori DESI. Grazie al sostegno del piano nazionale di ripresa e resilienza il paese sta intensificando gli sforzi per l'efficienza e la sicurezza delle infrastrutture digitali, l'interoperabilità dei dati e delle informazioni tra le amministrazioni pubbliche, l'attuazione del principio once-only e il completamento del sistema dei fascicoli sanitari elettronici.

Per superare i ritardi accumulati nel corso degli anni, diventa fondamentale l’adozione quanto più rapida di piattaforme integrate da parte della Pubblica Amministrazione, così come per i privati, che garantiscano una migliore gestione e visione della propria organizzazione. Il percorso di digitalizzazione e semplificazione dei processi nasce da esigenze lontane ma di immediata applicazione.

Il settore pubblico è al centro di questa trasformazione digitale, forte di un potenziale di crescita importante e di possibilità di sviluppo che vedono il cittadino come beneficiario principale e fruitore dei servizi messi a loro disposizione. Una visione human-centric (o meglio citizen-centric) che il sistema pubblico nazionale deve ancora raggiungere, ma che vede il momento attuale come quello più proficuo e adatto per essere implementato.

Condividere, infatti, dati, interazioni e servizi tra le diverse tipologie di servizi pubblici e tra paesi differenti, presuppone che il settore pubblico debba ripensare la propria organizzazione e quindi, di conseguenza, appropriarsi degli strumenti necessari per implementare soluzioni in grado di collegare tutti questi requisiti.

 

È arrivato il momento, è tutto pronto per affrontare la vostra strategia digitale.

 

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